Acqua: chiarezza su oneri realizzazione impianti dissalazione isole pontine - Gaia Pernarella

Ho depositato un’interrogazione urgente a risposta scritta, redatta con meetup e comitati del territorio, con cui chiedo a Zingaretti e Refrigeri numi su quanto sta accadendo con l’impianto di dissalazione delle isole Pontine. Refrigeri, rispondendo ad un’interrogazione del 2013 ha lasciato intendere che la Regione sta pagando gli oneri per il trasporto con navi cisterna dell’acqua potabile e ha recentemente deliberato di finanziare, per quasi 18 milioni di euro, la realizzazione degli impianti.

Quando nel 2002 era stata siglata la convenzione tra Acqualatina S.p.a. e l’A.T.O. 4, nel relativo Piano degli interventi era stata prevista la realizzazione di un impianto di dissalazione a Ponza e Ventotene, un impegno confermato nel successivo Protocollo d’Intesa tra Regione, A.T.O.4, Acqualatina S.p.a. e i due comuni isolani che fissava il termine per la realizzazione alla fine del 2006, con la condizione, in caso di mancato rispetto delle scadenze, che il trasporto di acqua con le navi cisterna dal 2007 doveva essere effettuato da Acqualatina con oneri soprattutto a carico della tariffa del servizio idrico A.T.O. 4.

Dopo il 2006 Acqualatina ha alzato le tariffe, e conseguentemente le bollette degli utenti, proprio per ‘ammortizzare’ questa spesa prevista nell’accordo però mai effettuata, con il risultato che i cittadini pontini pagano due volte, con le bollette e con le tasse regionali, un’opera che non è ancora stata costruita, in più la regione ha continuato a sostenere le spese per l’approvvigionamento di acqua potabile alle isole Pontine, spese che, solo per un semestre del 2014, hanno superato i 5 milioni di euro.

Vorremmo quindi sapere da Zingaretti e Refrigeri le ragioni che hanno indotto la Regione Lazio a continuare a sostenere gli oneri per l’approvvigionamento dopo il 2006 e quelle che, recentemente, l’hanno spinta a stanziare quasi 18 milioni di euro per realizzare gli impianti di dissalazione nonostante il protocollo d’Intesa sancisse che Acqualatina S.p.a. e ATO 4 ne avrebbero dovuto pagare gli oneri.