Nuove autorizzazioni e ampliamenti cave a Cori, uno scempio senza fine - Gaia Pernarella

La giunta Zingaretti non ha alcuna voglia di assumersi responsabilità politiche come è stato già ben compreso dai cittadini della Provincia di Latina dopo le innumerevoli abdicazioni verso i privati nella gestione di servizi fondamentali quali le strade, i trasporti, l’acqua e i rifiuti. A fine novembre è però giunta la notizia che lo scempio sul territorio pontino non è ancora arrivato all’acme, viste le nuove autorizzazioni e gli ampliamenti di due cave insistenti sul territorio di Cori, zona di eccellenza agricola e paesaggistica del territorio Laziale.

Nonostante i pareri contrari del Comune interessato, la Regione Lazio, con atto amministrativo delega ad ogni responsabilità politica ed in barba a piani provinciali assenti e commissariamenti mai eseguiti autorizza con una conferenza dei servizi l’ennesimo sfregio al paesaggio.

Nulla di illegale, si intende, ma siamo sempre più convinti che la mancanza di pianificazione sia l’ennesimo escamotage per compiacere le richieste del privato, senza conoscere la reale necessità di materie prime e soprattutto l’effettivo limite da porre all’attività mineraria nel nostro territorio.

Già nel marzo del 2014 il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle chiese con questa mozione mai calendarizzata di regolarizzare il vuoto normativo in cui versa la gestione delle attività estrattive nel Lazio. Sembrerebbe poi che la Provincia di Latina abbia pronto il suo piano, ma che questo non sia gradito alla Regione che per inerzia o mala fede non procede ne alle modifiche necessarie, né tanto meno al commissariamento auspicato dalla Legge Regionale di settore.  Figuriamoci quindi se possiamo fidarci dell’attività di controllo che la stessa Regione dovrebbe effettuare su questi siti.

Come cittadina attenta al territorio, non posso che accogliere l’appello del Primo cittadino di Cori che chiama all’adunanza chiunque abbia a cuore le sorti di un terra che per le sue caratteristiche dovrebbe essere votata alla tutela ed alla valorizzazione di prodotti tipici e colture biologiche, e non prestare il fianco all’ennesimo stupro del paesaggio in nome del profitto di pochi. Al suo appello, aggiungo l’invito agli amministratori ed anche ai singoli cittadini, ognuno per propria competenza, a controllare che le numerose prescrizioni apposte a tali attività vengano rispettate e a denunciare eventuali abusi.

Noi continueremo a chiedere il rispetto della legge, e a denunciare che l’unica scelta politica di quest’amministrazione sembra essere l’inerzia.